Fotografare l’universo

Tenerife, Islas Canarias

Avevo un conto in sospeso con le Canarie, un biglietto aereo già comprato e mai utilizzato, ai tempi in cui ancora vivevo in Spagna.
Avevo un conto in sospeso con il vulcano più alto d’Europa, che poi vanta il primato solo perchè questo piccolo frammento di Africa appartiene alla Spagna, che nell’Europa geografica resta il primato indiscusso dell’Etna.

Come mi è già successo altre volte, tanti racconti di chi alle Canarie era già stato sono stati fuorvianti.
La immaginavo un’isola piccola, arida, ventosa e bagnata da un oceano gelido. Invece è quasi una regione, dalle città variopinte e ciascuna con una sua marcata identità.
Guai a dire a un canario del nord che a Masca si vedono delfini e si nuota coi pesci ai piedi di impressionanti scogliere a picco sul mare. Così come mai dire a un canario del sud che la valle della Esperanza è una distesa di boschi e sentieri serpeggianti come nelle fiabe. Ciascuno difende il proprio spicchio di regione (anche a costo di infamare un pochino la vicina), ma per un turista è difficile schierarsi con l’uno o con l’altro, che quest’isola è tutta bella nelle sue diversità.

Arida e ventosa forse in parte, del resto non è mica la piovosa irlanda, ma le montagne e le scogliere del nord, verdeggianti e ricoperte di pini, sono un paesaggio che proprio non mi aspettavo.
Così come non mi aspettavo di piombare in piena estate a metà gennaio. Di tutti i consigli (sbagliati) che mi sono stati offerti, l’immagine delle Canarie come un posto inospitale per la vita di mare è la più fuori luogo.
Alle Canarie si fa surf, windsurf, kite, snorkeling, immersioni, o semplicemente si fa il bagno e ci si stende al sole o ci si tuffa dalla barca in un mare limpidissimo. Lungo la costa si respira l’aria calda e profumata dell’estate, si passeggia sfoggiando vestiti corti, grandi cappelli di paglia e occhiali da sole. Ci si disseta con uno dei tanti frullati (batidos) di frutta tropicale, che qui cresce rigogliosa e saporita.
Un angolo di tropici a portata di mano, che le Canarie sono Spagna a tutti gli effetti, anche se qua e là compaiono scritte sui muri dal rigurgito indipendentista.

Torno a Milano non tanto abbronzata, ma quel poco che basta a portare sulla pelle la luce e i colori di Tenerife.