I♥ NY

Una mia vecchia fiamma americana, meglio nota come il celebre manzo del Wisconsin (ma questa è un’altra storia), definì New York overwhelming, e io mi chiesi come si può temere di soccombere a una città.
All’epoca dei fatti avevo visitato New York solo una volta, anni prima, durante un mio primo viaggio negli States e soprattutto durante un grigissimo e nebbioso novembre. Che forse NY manco l’avevo vista per davvero, con tutta quella nebbia.

Se ho imparato ad apprezzare New York durante ripetuti viaggi, ho anche capito con il tempo cosa intendeva il mio spasimante.

New York è intensa, caotica, rumorosa, affollata, esigente. Non la ami se non la odi. Se non ti fai catturare dai suoi negozi, dai suoi jogger lungo l’Hudson, dai colori e dalla musica assordante di Coney Island, dalle strade invase di taxi, dalle metropolitane invase di sporcizia, dalla calca di persone che aspettano di scattare una mezza inquadratura al loro beniamino mentre attraversa un red carpet fuori da degli studi televisivi. Un red carpet qualsiasi per una trasmissione qualsiasi, ma devo ammettere che a Hugh Jackman il fascino non manca, neppure dal vivo.

Una volta che l’hai odiata, poi però New York ti ripaga ti tramonti mozzafiato dietro lo skyline di Manhattan, di scorci familiari, perchè abbiamo visto tanti di quei film ambientati a NY che è come conoscerla da sempre. Della quiete dei parchi, dell’immensa varietà di cucine nei salad bar. Ti ripaga nelle sembianze di un pasciuto scoiattolo, talmente abituato alla gente da non avere paura di te che quatta quatta cerchi di avvicinarlo brandendo un teleobiettivo al massimo zoom. Gli scoiattoli di New York sono anche loro delle star da tappeto rosso: quando li fotografi si mettono in posa, afferrando una enorme ciliegia rosso fiammante e sbocconcellandola sotto i tuoi occhi, incuranti della raffica di scatti che fa la reflex. Roba che sembrano finti.