Lisbona

Lisbona odora di curry e di legno. Di aria salmastra, di aghi di pino, di pesce alla brace e di pane fragrante. Vantano di avere 365 modi diversi di cucinare il bacalao, uno per ogni giorno dell’anno, ma siamo riuscite a provarne solo due o tre. Peraltro squisiti, al punto che abbiamo dovuto chiedere un bis sotto gli occhi stupiti del cameriere.

Quattro giorni on the road, quattro giorni di spiagge e di vicoli antichi, di fiori e di gabbiani, di vento e di sole a fare capolino dietro a enormi nuvoloni carichi di pioggia.

Everybody’s gone surfin’ …

Il nostro maestro di surf (maestro non a caso, con quell’aria da santone che parlava con le onde dell’oceano) ci scandì le 5 fondamentali regole del surf:

  1. Guardare sempre le onde
  2. Non tenere mai la tavola davanti a sé
  3. Non abbandonare mai il controllo sulla tavola
  4. Badare sempre a dove si trovano gli altri surfisti
  5. Nel caso di caduta e di impossibilità di trattenere la tavola, coprirsi il viso con le braccia sino a che non si ha localizzato nuovamente la tavola

Io non avrò imparato ad alzarmi in piedi sulle onde, ma le cinque regole fondamentali le ho imparate benissimo, al punto che ci sono foto che mi ritraggono ormai quasi spiaggiata sul bagnasciuga, ma ancora stretta nella posizione di sicurezza, che non si sa mai!

L’oceano a nord del Portogallo è gelido e impetuoso, forse non è il posto migliore per un principiante scarso come me.
Con il surf ho un conto aperto, devo riprovarci prima o poi, perchè ho il vago sospetto (ma forse è una netta sensazione) che mi piacerà moltissimo.