Le 5 terre e la costa di Levante

Genova – Monterosso in treno.
Monterosso – Vernazza in barca, bellissima Vernazza vista dal mare e irresistibile un tuffo appena scesi al porto.
Vernazza – Corniglia a piedi. Ma non a piedi per il sentiero turistico, che costeggia il mare ed è affollato di gente. Noi abbiamo fatto il sentiero difficile, da veri avventurieri, quello che si inerpica sulle colline delle costa ligure ed è in stato da abbandono da anni. Quello che bisogna farsi largo tra i rovi e la vegetazione, ma che regala panorami dall’alto e installazioni inaspettate lungo il cammino.

Genova

Genova è uno di quei posti, insieme a Torino, dove sono stata infinite volte per ovvi motivi di vicinanza geografica, eppure rimangono in un limbo di disorientamento. Non le conosco mai sino in fondo, insomma.

Genova ha molto in comune con Lisbona, sono città di mare dall’aria un po’ trascurata, ma con una decadenza che dona un tocco romantico.

Per me Genova è il punto di svolta, dove dall’entroterra piemontese si arriva finalmente al mare.

Molte delle persone che (non) mi conoscono, dal momento che sono una sfegatata montanara, credono che non mi piaccia il mare. Sbagliato, io detesto la vita da spiaggia, che è cosa ben diversa. Detesto stare ore a rosolarsi al sole senza fare nulla, detesto il cumulo di cianfrusaglie che ci si trascina fino in spiaggia, detesto i discorsi che si possono fare con il vicino di ombrellone, le corse sulla sabbia rovente tra il bagnasciuga e l’asciugamano, o peggio ancora i sassi di media dimensione su cui fa malissimo camminare.

Invece il mare lo adoro, sia quello calmo delle lagune e delle spiagge sterminate, sia quello in burrasca che si infrange violento sugli scogli. Il mare che troppo spesso riesco solo a sbirciare dall’autostrada. Ecco, Genova è dove finisce l’autostrada dei fiori e comincia l’autostrada delle montagne. Appena ci si immette sulla A26 il paesaggio diventa una montagna verde e nebbiosa, da Highlands scozzesi, e il mare sparisce alle spalle. Quello era il punto dove da bambine si gridava “Ciao Mare!”, di ritorno dalle vacanze.

Ancora oggi grido, mentalmente, ciao Mare! Vado sempre troppo poco al mare, e mi emoziona sempre molto più del dovuto.