Deserto di Atacama

Lo splendido deserto di Atacama, nonostante sia il posto più secco al mondo, ospita una varietà di fauna che raramente ho visto tutta insieme. Dai 2500 metri di San Pedro de Atacama, dove le strade sono polverose e il sole cocente, si sale sugli altipiani circostanti, tremila, quattromila, facilmente si arriva a cinquemila metri sul livello del mare.

E allora è essenziale seguire i consigli della gente del posto, più che tutti quelli improvvisati di viaggiatori di passaggio: bere molta acqua e camminare lentamente. Che nel deserto sia indispensabile bere l’avevo già capito nel Gobi, in Mongolia. Sembra banale, ma non bisogna aspettare di avere sete. La sete nel deserto è tremenda, anche se si dispone di acqua.

Fare il bagno a 4300 metri di quota, quando fuori è appena sorto il sole e ha scaldato l’aria dai -9° fino addirittura a -3°!, in quelle pozze naturali di acqua caldissima, è una di quelle esperienze che fanno sentire pronti ad affrontare qualsiasi cosa.
Anche il sandboard è un’esperienza interessante, provare la sensazione che provano le cotolette impanate sicuramente batte ogni altra esperienza in stranezza. Poi la sabbia scivola molto meno della neve, ma soprattutto la neve al massimo si tramuta in un po’ d’acqua lungo i polsi, la sabbia non si tramuta in niente e resta lì, negli occhi, in bocca, nel naso e nelle mutande, fino a che non si arriva in ostello per una doccia. Ho trovato sabbia del deserto di Atacama tra i vestiti ancora rientrata in Italia, ovviamente.